L'IMPORTANZA DELLA VALUTAZIONE DEL RISCHIO DI SCARICHE ATMOSFERICHE

Martedì, 25 Luglio 2017 | 05:40

IL RISCHIO DI SCARICHE ATMOSFERICHE

Gli edifici possono essere soggetti alla scarica di un fulmine con conseguenti danni a persone, animali e cose.
Fortunatamente nella maggior parte dei casi gli edifici risultano auto-protetti tuttavia per esserne certi è necessario a volte eseguire una accurata valutazione. Inoltre va ricordato che l’edificio può essere soggetto ad una fulminazione indiretta ovvero si possono avere sovratensioni sugli impianti elettrici nonostante il fulmine non cada sull’edificio ma nelle vicinanze di esso o delle linee elettriche in ingresso.
A questo proposito è opportuno verificare quali danni economici può causare una sovratensione e se necessario installare dei dispositivi che rendano sicuro e protetto l’impianto. La possibilità di proteggere gli elettrodomestici, i macchinari e la protezione dall’incendio dei cavi elettrici è una componente da valutare per evitare danni economici. Inoltre nelle attività lavorative tale valutazione è richiesta dal testo unico sulla sicurezza D.Lgs. 81/08.

La normativa vigente

Con l’applicazione del Decreto legislativo 81/2008 vengono abrogate le norme relative all’ art. 38 del D.P.R. 547/55 (Scariche atmosferiche).
La formulazione dell’articolo 39 dello stesso D.P.R. - le strutture metalliche degli edifici e delle opere provvisionali, i recipienti e gli apparecchi metallici, di notevoli dimensioni, situati all’aperto, devono, per se stessi e mediante conduttore e spandenti appositi, risultare collegati elettricamente a terra in modo da garantire la dispersione delle scariche atmosferiche - inizialmente presente nel Testo Unico, è stata poi abrogata dal D.Lgs. 106/2009: ora gli articoli in vigore su questo tema nel D.Lgs. 81/2008 sono l’art. 29 e l’art. 84.
L’art. 29 (Modalità di effettuazione della valutazione dei rischi) “fa carico al Datore di Lavoro di valutare tutti i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori, compreso ovviamente il rischio dovuto al fulmine e tale obbligo prescinde dalle dimensioni e dalla natura, metallica o non metallica, della struttura”.
L’art. 84 (Protezione dai fulmini), corretto dal D.Lgs. 106/09, recita: "il datore di lavoro provvede affinché gli edifici, gli impianti, le strutture, le attrezzature, siano protetti dagli effetti dei fulmini secondo le norme tecniche".

Cosa prevede la norma CEI EN 62305?

Dunque “per i nuovi edifici la norma tecnica da utilizzare per valutare il rischio di fulminazione e definire se gli edifici stessi sono auto protetti è la CEI EN 62305”.
Tuttavia per gli edifici esistenti, “per i quali la valutazione del rischio di fulminazione era già stata effettuata precedentemente in base alle norme tecniche precedentemente in vigore”, viene da chiedersi “se debba essere effettuata la rivalutazione del rischio di fulminazione”.

Secondo le considerazioni che tengono conto del Codice Civile , del D.Lgs. 81/2008 e della norma CEI 81-10 V1, si può concludere che:

  • “La norma CEI EN 62305 – 2 è lo strumento che il datore di Lavoro ha a disposizione per verificare l’auto protezione di una struttura, nei confronti delle scariche atmosferiche, effettuando una specifica valutazione dei rischi;
  • Per i nuovi edifici si utilizza tale norma per effettuare la valutazione del rischio di fulminazione”;
  • Per gli edifici esistenti nei quali la valutazione del rischio di fulminazione era già stata effettuata in base alle norme tecniche precedenti “il datore di lavoro dovrà effettuare nuovamente la valutazione in conformità alla norma CEI EN 62305 – 2 e se necessario dovrà individuare e realizzare le misure di protezione necessarie a ridurre il rischio a valori non superiori a quello ritenuto tollerabile dalla norma CEI EN 62305 – 2 stessa”.

GSE | Gestore dei Servizi Energetici

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